
Aaambè, se lo dice Marie Claire…
Postato dalla Fujiko il 25 marzo 2009
Mi capita tra le mani l’ultimo e come sempre monolitico numero di Marie Claire, questo mese con un’appendice in più dedicata allo shopping.
In copertina, a caratteri cubitali: “Stile anti-crisi”.
Apro e mi trovo davanti l’editoriale di Antonella Antonelli, direttore della rivista:
“Siamo sempre state favorevoli al pensiero positivo, ancora di più in questo momento in cui concedersi pause di “sano” shopping. Speranza e cambiamento saranno il nostro leitmotiv di primavera.
Anche quando si tratta di scoprire tutti gli stili e le tendenze, a prezzi più accessibili.”
Il primo concetto è delirante, il secondo retorico, ma forse con il terzo si sono riprese, magari in questa rivista ci sono vestiti deliziosi scelti sui mercatini, da H&M e nei negozi dei cinesi.
Proseguo quindi, e il risultato è questo:
Blusa ricamata in cotone: 390€, pantaloni in cotone: 445€, canotta in cotone 77€ (‘na canottiera 77€????), gilet in suede 1.560€, coulotte di cotone effetto pizzo (cioè, una mutanda della nonna) 105€, orologio con cinturino in pelle 540€, short di jeans a taglio vivo(cioè prendi un paio di jeans vecchi, li tagli con le forbici e hai fatto) 173€.
Non vado oltre, perchè sennò spacco tutto.
Questo è shopping anti-crisi? Strano, perchè a me solo a leggere m’è venuta una crisi isterica!
Poi inevitabilmente succede che qualche lettrice inviperita come me scriva una lettera, che viene diligentemente pubblicata nel numero successivo, nella quale dice più o meno: “ma oltre al vostro, lo leggete qualche giornale? nun ce sta na lira pè piagne”.
E subito, la risposta pre-confezionata (non avete idea di quante volte l’ho letta in vita mia): “mia cara, noi vogliamo darvi uno spunto! Questi stessi stili si possono ricreare facilmente con gli abiti che trovi sulle bancarelle!”.
Ma allora dico io, perchè non ci mettete direttamente i vestiti delle bancarelle?
No maaa, state sereni: speranza e cambiamento saranno il nostro leitmotiv di primavera.
4 Comments


With all the praise I made a song, with all the love I sing it, I'm crossing lines I know I shouldn't cross.



sid
on marzo 26th, 2009ah! meno male che me l’hanno scritto! adesso si che mi sento pervasa di speranza e cambiamento per la prossima primavera. sto veramente meglio adesso (e tu sei una grande che gli hai scritto!)
Sybelle
on marzo 26th, 2009Un applauso XD penso anch’io le stesse cose ogni volta che leggo questi trafiletti vagamente ipocriti… Ci può stare il pezzo d’alta moda e d’alta qualità il cui prezzo può essere “giustificato” (es. Hermes) ma il 99% delle volte si va a pagare la marca. Mah, che se la tengano pure.
sancla
on marzo 27th, 2009Ceeeeeerto, infatti, sarà anche per questo che le modelle le prendono dalla strada dopo 8 ore di lavoro in un call-center, no?
laMayo
on marzo 29th, 2009Zitta va che ho appena messo a posto le carte. Le carte sono le bollette, le multe e condomini da pagare.Ieri sono stata dal parrucchiere, quando son passata nel mio triangolo delle Bermuda, dove ogni volta i miei soldi evaporano nel nulla (Lgo Tomacelli angolo via del Cordo=Fendi, L.Jo, Max&Co) ero al telefono con un mio amico e gli dicevom parlami ti prego, sto attraversando un incrocio pericolosissimo
… mentre mi coloravano osservavo le riviste, le belle modelle, i vestiti costosi. Sono uscita incazzatissima…