Saluti e baci da Poggioreale

Postato dalla Fujiko il 5 maggio 2009

Ieri ho visto in TV il servizio che raccontava dell’arresto a Napoli di alcune persone accusate di rubare moto e di rivenderne i pezzi su ebay (il sito è del tutto estraneo, si affretta a specificare il giornalista).

La scena mi ha lasciata di sasso: questa gente usciva dalle proprie case, scortata da due carabinieri a testa, e lanciava baci, saluti e sorrisi alla folla che li aspettava nel cortile del palazzo.

Vicini di casa, amici e parenti, curiosi, compagni d’ogni genere.

A tutti veniva devoluto un bel sorriso raggiante, sventolate di mani che neanche la Regina Madre, baci che neanche Britney Spears.

Vi giuro che ho riflettutto a lungo prima di scrivere. Volevo capire fino in fondo cosa mi avesse tanto colpito, come sia possibile essere così incredibilmente strafottenti o paurosamente ingenui.

Ma ancora non ho ben capito. Diciamo che a questo post manca il cosiddetto “colore”.

Posso capire che ormai in Italia gente con condanne per mafia, concussione, frode e qualsiasi altra nefandezza vi venga in mente, sta seduta sulle poltrone del potere ad ogni livello…ma non capisco come possa essere palesemente sdoganato un atteggiamento così leggero nei confronti di un’accusa con tanto di prove, di un arresto, delle manette.

Una volta una cosa del genere sarebbe stata equiparata alla pubblica gogna.

Una volta quelli che uscivano in manette dalle proprie case si coprivano la faccia con la giacca.

Ora escono a testa alta, e ti fanno pure ciao ciao con la manina.

La volta che chi commette un reato viene punito come è giusto che sia…no, quella in Italia non è mai arrivata. Ma ci siamo abituati. Ci siamo abituati??

E sospetto a questo punto che, quelli che la faccia se la coprono ancora, lo facciano solo per non rendersi riconoscibili in funzione di quando ricominceranno a delinquere!

Non so che pensare, sono molto confusa.

Nel frattempo, saluti e baci da Poggioreale.

3 Comments

  1. ale
    on maggio 6th, 2009
    1

    Ho cercato di riflettere su quello che hai scritto e mi ha ricordato delle tante volte in cui ho visto gente ammanettata che sorride alle telecamere…

    Mi è anche venuta un’associazione di idee con chi, messa alla pubblica gogna per aver fatto servizietti a destra e a manca, ne ha ricevuto quale compenso un contratto televisivo (e non solo!!!). Come se la cosa più importante non è quello che si fa ma quanto diventi popolare (nel bene o nel male) dopo averlo fatto.

    Aggiunto alla mancanza della certezza della pena, alla mancanza di uno stato e di politici seri il quadro è completo.

    Non so se mi sono spiegata… ma almeno ho trascritto dei pensieri… grazie.

  2. splendidi quarantenni
    on maggio 6th, 2009
    2

    io ho capito tutto leggendo Gomorra di Saviano. E’ un libro sconvolgente non tanto per le descrizioni cruente, quanto per le spiegazioni di come si sentono mentre delinquono. Da quando è uscito Pulp Fiction hanno pure cambiato modo di sparare.

  3. Scritti Apocrifi
    on maggio 7th, 2009
    3

    Non c’è nulla di ui maravigliarsi. Conosco Napoli e conosco questo modo di fare. La camorra, azitutto, è cultura dell’impunità e di un’idea rovesciata della reputazione.

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