
Come te paro tessò? Ovvero: socialnè indispensabili che salverebbero il mondo dal tedio.
Postato dalla Fujiko il 1 agosto 2011
I social network sono posto per gente malata. Il fatto che chi scrive possieda svariati account sui social network è la prova provata della genuinità dell’affermazione.
Di cosa siamo malati? Di tutto, direi: di smalto, di aggiornamenti software per Mac, di fotografia, di odore della carta, di riviste, de magnà, di gatti, di tette.
E di autoscatti. Io sono certa che l’autoscatto in origine non esistesse, e che l’uomo moderno (ma soprattutto la donna moderna) abbia scoperto che il suo braccio poteva essere esteso fino a fotografare una certa percentuale del proprio corpo solo con l’avvento dei socialnè.
La soluzione all’invasione delle home di tutti il mondo da parte di gente che chiede “come sto?” c’è: Go try it on.
Il socialnè perfetto per ogni occasione.
Puoi dare un consiglio o chiedere un consiglio sul look.
Alcuni esempi sono meravigliosi.
(Non le ho bollati io, sono autobollate. L’apoteosi dell’imbecillità.)
Andate, andate e moltiplicatevi. Ma soprattutto, sottraetevi dalla mia vista.
C’è pure l’app.
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